06 / 02 / 2026 / Sin categoría

Classi di incendio dalla A alla K: tutto quello che c’è da sapere

Le classi di incendio costituiscono un sistema di classificazione dell’incendio in base al tipo di materiale che brucia e al combustibile, che determina le strategie di estinzione e le soluzioni di protezione necessarie, come le tende tagliafuoco e le barriere di controllo del fumo. Di solito sono identificate con lettere a seconda del tipo di incendio, ma queste differiscono a seconda dei territori.

Cosa imparerai in questo articolo?

  • Cosa sono le classi di incendio
  • Classi di incendio: una descrizione completa
  • L’importanza della classificazione degli incendi nella protezione antincendio
  • Considerazioni generali per le tende tagliafuoco e le barriere di controllo del fumo

Cosa sono le classi di incendio?

Secondo la normativa spagnola UNE-EN 2-1991/A:2005, gli incendi sono classificati in diverse classi a seconda della natura del materiale che brucia. La classificazione degli incendi è la seguente:

  • Classe A: incendi di materiali solidi comuni, come legno, carta e tessuti.
  • Classe B: incendi causati da liquidi infiammabili, come oli, benzina e solventi.
  • Classe C: incendi di gas infiammabili, come il gas naturale o il propano.
  • Classe D: incendi di metalli combustibili, come il magnesio o il sodio.
  • Classe F (o K): incendi causati da oli e grassi da cucina.
  • Classe E (solo negli Stati Uniti): incendi elettrici, anche se in altri paesi questa classe non è utilizzata ufficialmente.

Questa classificazione facilita l’identificazione dei rischi specifici di ogni tipo di incendio e consente l’applicazione delle misure più efficaci per il loro controllo.

Tipi di incendio: una descrizione completa

La classificazione degli incendi risponde a criteri legati alla natura del combustibile, al suo comportamento durante la combustione, all’energia termica rilasciata e ai prodotti generati (fiamme, radiazioni e fumi).

Classe A: incendi di materiali comuni

Gli incendi di classe A interessano materiali solidi di origine organica che, durante la combustione, generano braci. In questo gruppo sono inclusi materiali come legno, carta, cartone, tessuti e determinati polimeri. Il loro sviluppo è solitamente progressivo, iniziando con una fase di pirolisi del materiale e evolvendo verso una combustione sostenuta.

Questo tipo di incendio è caratterizzato da un rilascio termico continuo e da una significativa produzione di fumi caldi, che possono favorirne la propagazione ad altri elementi vicini man mano che l’incendio avanza.

Classe B: incendi di liquidi infiammabili

La classe B comprende gli incendi causati da liquidi infiammabili e solidi liquefatti, come idrocarburi, oli minerali, alcoli, solventi o vernici. A differenza degli incendi di classe A, la combustione avviene principalmente sulla superficie del liquido, causando un rapido sviluppo dell’incendio.

Questi incendi sono caratterizzati da un’elevata intensità termica nelle fasi iniziali, fiamme intense e una notevole produzione di fumi densi e tossici. L’assenza di formazione di braci fa sì che l’energia venga rilasciata in modo più concentrato, aumentando la pericolosità iniziale dell’incendio.

Classe C: incendi di gas infiammabili

Gli incendi di classe C sono associati a gas infiammabili come il gas naturale, il propano, il butano o l’idrogeno. Il loro comportamento è caratterizzato da una velocità di combustione molto elevata, soprattutto quando si verifica un precedente accumulo di gas in spazi chiusi.

Questo tipo di incendio genera fiamme ad alta energia e prodotti di combustione a temperature molto elevate, che possono dare luogo a fenomeni di deflagrazione o esplosione. La loro evoluzione è solitamente rapida e intensa, il che aumenta in modo significativo il rischio per le persone e le strutture vicine.

Classe D: incendi di metalli combustibili

La classe D comprende gli incendi di metalli combustibili come magnesio, sodio, potassio, titanio o alluminio sotto forma di polvere, trucioli o graniglia. Si tratta di incendi estremamente aggressivi, che raggiungono temperature molto elevate e reagiscono agli agenti estinguenti convenzionali. Sebbene la loro presenza sia poco comune nell’edilizia generale, è rilevante in specifici processi industriali.

Classe F (o K): incendi di oli e grassi da cucina

La classe F, denominata classe K in altri mercati, corrisponde agli incendi causati da oli e grassi da cucina, in particolare nelle cucine industriali e collettive. Questi incendi, a causa del loro elevato carico termico con generazione di fumi, si sviluppano a temperature molto elevate e presentano un alto potenziale di riaccensione.

Classe E (solo negli Stati Uniti): incendi elettrici

La classe E è utilizzata in alcuni paesi per descrivere gli incendi che interessano apparecchiature elettriche sotto tensione, anche se non è riconosciuta come classe indipendente nella normativa europea. Il suo utilizzo è principalmente operativo, orientato all’identificazione dei rischi associati agli impianti sotto tensione.

In questo caso, l’elemento determinante non è il tipo di combustibile, ma la presenza di tensione elettrica attiva, che condiziona le strategie di intervento e di estinzione. Una volta interrotta l’alimentazione elettrica, l’incendio non è più considerato un rischio elettrico e viene classificato in base al materiale che sta bruciando.

L’importanza della classificazione degli incendi nella protezione antincendio

La classificazione degli incendi condiziona direttamente il modo in cui deve essere concepita la protezione antincendio in un edificio. Non tutti gli incendi si sviluppano allo stesso modo né generano gli stessi rischi, pertanto identificare correttamente il tipo di combustibile consente di anticiparne il comportamento e definire le misure di protezione più adeguate.

Ogni classe di incendio presenta differenze rilevanti in termini di intensità, velocità di propagazione, temperatura raggiunta e volume di fumo generato. Questi fattori influenzano il modo in cui il fuoco può propagarsi tra gli spazi, danneggiare la struttura o compromettere le vie di fuga. Per questo motivo, la suddivisione in settori dell’edificio e il controllo della propagazione del fuoco e dei fumi devono essere progettati in modo coerente con i rischi reali presenti in ogni utilizzo.

La classificazione del fuoco ha anche un impatto diretto sulla definizione dei settori di incendio e sui requisiti di resistenza al fuoco degli elementi che li delimitano. Negli edifici di pubblica utilità, nelle infrastrutture critiche o negli ambienti industriali, una classificazione adeguata è fondamentale per limitare i danni, facilitare l’evacuazione delle persone e consentire un intervento più sicuro dei servizi di emergenza.

Inoltre, le normative in materia di compartimentazione e controllo dei fumi si basano su questa classificazione, poiché i rischi associati ai materiali presenti e all’attività svolta determinano le soluzioni da incorporare nel progetto. Una corretta interpretazione consente di progettare sistemi adeguati alle reali esigenze dell’edificio, evitando soluzioni inefficaci o sproporzionate.

Considerazioni generali sulle tende tagliafuoco e sulle barriere di controllo dei fumi

La compartimentazione è uno dei pilastri fondamentali della protezione passiva antincendio. Il suo obiettivo è quello di confinare il fuoco e i prodotti della combustione all’interno di un determinato settore, limitandone la propagazione e mantenendo condizioni accettabili per l’evacuazione e l’intervento delle squadre di emergenza. In questo contesto, le barriere di controllo del fumo e le tende tagliafuoco svolgono funzioni complementari, ma chiaramente differenziate.

Le barriere di controllo del fumo sono progettate per gestire il comportamento dei gas caldi generati durante un incendio. Possono agire come elementi di delimitazione, creando depositi di fumo sotto la copertura, o come sistemi di canalizzazione, dirigendo i fumi verso zone di estrazione naturale o meccanica. Da parte loro, le tende tagliafuoco sono concepite per contenere la propagazione delle fiamme e la radiazione termica tra i settori di incendio.

D’altra parte, le tende tagliafuoco offrono una serie di chiari vantaggi rispetto alle soluzioni tradizionali come le porte tagliafuoco:

  • Integrazione architettonica versatile: il loro design consente di integrarli in un’ampia varietà di spazi senza alterare la funzionalità degli ambienti né compromettere l’estetica architettonica del progetto.
  • Sistema retrattile e non invasivo: rimangono nascosti durante il normale utilizzo dell’edificio e si aprono solo in caso di incendio. Ciò garantisce la protezione dal fuoco senza interferire con la funzionalità quotidiana o la percezione visiva di spazi aperti, doppie altezze o atri.
  • Mantenimento della fluidità spaziale: non essendoci elementi permanenti in posizione di chiusura, viene preservata la continuità visiva e funzionale delle zone di passaggio e dei grandi spazi aperti, cosa difficile da ottenere con soluzioni rigide come porte o muri tagliafuoco.
  • Compartimentazione senza perdita di superficie utile: consentono di suddividere gli spazi senza bisogno di chiusure fisse, evitando l’occupazione permanente della superficie e mantenendo intatta la funzionalità dello spazio disponibile.
  • Leggerezza e carico strutturale minimo: realizzati con tessuti tecnici ad alte prestazioni, come la fibra di vetro con rivestimenti speciali, offrono un’elevata resistenza al fuoco con un peso ridotto, senza aggiungere carichi significativi alla struttura dell’edificio.
  • Adattabilità a geometrie complesse: sono particolarmente efficaci in progetti con forme architettoniche singolari, grandi luci o configurazioni irregolari dove le soluzioni tradizionali di compartimentazione non sono praticabili.

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