Come compartimentare l’atrio di un centro commerciale senza pareti rispettando la normativa antincendio?
La compartimentazione antincendio dell’atrio di un centro commerciale può essere realizzata mediante barriere tessili automatiche che compartimentano le aperture di comunicazione tra i piani, purché siano in grado di dimostrare la resistenza al fuoco richiesta per gli elementi di separazione dei compartimenti antincendio.
La progettazione deve partire dai requisiti stabiliti dal CTE DB-SI 1, in particolare dalle superfici massime ammesse per i compartimenti antincendio e dai requisiti di resistenza al fuoco, e deve essere coordinata con le vie di esodo previste dal DB-SI 3.
Quando è richiesto un sistema di controllo dei fumi, le barriere tessili possono essere utilizzate per delimitare i serbatoi di fumo e facilitarne l’evacuazione, senza sostituire la funzione di compartimentazione delle barriere tagliafuoco.
In questo modo, è possibile mantenere la continuità visiva tra i diversi livelli durante il normale funzionamento del centro commerciale, grazie a sistemi tessili che rimangono avvolti e si dispiegano automaticamente in seguito a un segnale di allarme incendio, purché venga dimostrata l’idoneità tecnica della soluzione nel suo complesso.
Perché compartimentare l’atrio di un centro commerciale senza pareti rappresenta una sfida?
Gli atri dei centri commerciali collegano più piani attraverso grandi aperture verticali, gallerie aperte e aree di circolazione comuni. Questa configurazione favorisce la propagazione del fuoco e, soprattutto, dei fumi e dei gas caldi verso i livelli superiori.
In caso di incendio, i gas caldi risalgono per effetto della spinta di galleggiamento, potendo accumularsi sotto la copertura dell’atrio e propagarsi verso le gallerie superiori, compromettendo le condizioni di esodo.
La sfida principale consiste nel determinare quali piani possano appartenere allo stesso compartimento antincendio e dove debbano essere previste separazioni resistenti al fuoco e al fumo, senza interrompere la continuità visiva né la normale circolazione delle persone.
A tal fine, è necessario coordinare la compartimentazione con le vie di esodo e i sistemi di controllo dei fumi, tenendo conto della geometria dell’atrio, dell’affollamento e dei requisiti del CTE DB-SI.
Come compartimentare l’atrio di un centro commerciale senza pareti: guida passo dopo passo
La definizione della compartimentazione richiede un’analisi congiunta della geometria dell’atrio, dei confini dei compartimenti antincendio e del funzionamento degli impianti di protezione.
Fase 1. Analizzare le dimensioni, l’altezza e le destinazioni d’uso dell’atrio
Il primo passo consiste nell’individuare la superficie lorda dei piani comunicanti, l’altezza di esodo, la geometria delle aperture e le destinazioni d’uso previste per ciascun livello. Questi dati consentono di determinare la configurazione dei compartimenti antincendio conformemente alla sezione SI 1-1 del CTE DB-SI.
Per gli edifici a destinazione commerciale, la tabella 1.1 stabilisce i seguenti limiti e condizioni:
- 2.500 m² per compartimento antincendio, come regola generale.
- 10.000 m² per compartimento antincendio negli esercizi o centri commerciali che occupano l’intero edificio, purché questo sia interamente protetto da un impianto automatico di estinzione e l’altezza di esodo non superi i 10 m.
- Nessun limite di superficie per un unico compartimento che comprenda le aree destinate al pubblico, negli esercizi o centri commerciali che occupano interamente un edificio isolato e siano completamente protetti da un impianto automatico di estinzione. Per applicare questa eccezione, l’altezza di esodo verso il basso non deve superare i 10 m e quella verso l’alto non deve superare i 4 m. Inoltre, ogni piano deve disporre di uscite dall’edificio situate sullo stesso livello e di uscite di piano che conducano a scale o corridoi protetti collegati direttamente a uno spazio esterno sicuro, garantendo l’esodo di tutti gli occupanti.
Inoltre, nei centri commerciali, le attività classificate come locali di pubblico spettacolo devono costituire almeno un compartimento antincendio separato quando sono destinate a spettacoli, indipendentemente dalla superficie, oppure quando ospitano altre attività e la loro superficie lorda supera i 500 m². Tale compartimentazione comprende anche l’eventuale atrio d’ingresso comune a diverse sale.
Queste condizioni determinano se i piani collegati dall’atrio possano essere integrati in un unico compartimento antincendio oppure se sia necessario realizzare separazioni resistenti al fuoco mediante chiusure fisse o sistemi tessili di compartimentazione.
Fase 2. Definire le vie di esodo e le misure di protezione degli occupanti
La sezione SI 3 stabilisce i criteri per determinare l’affollamento, il numero di uscite, le lunghezze massime dei percorsi e le dimensioni degli elementi destinati all’esodo. In un atrio commerciale devono essere analizzate in particolare le gallerie di circolazione, i collegamenti tra i piani e le uscite che conducono a compartimenti alternativi o all’esterno.
Quando si progettano barriere tagliafuoco automatiche, è necessario verificare che il loro dispiegamento non interrompa le vie di esodo previste né riduca le larghezze richieste. La posizione finale delle barriere deve essere definita negli elaborati grafici del progetto e coordinata con la strategia di esodo dell’edificio.
Fase 3. Progettare un sistema di controllo dei fumi adeguato all’atrio
La sezione SI 3-8 del CTE DB-SI richiede l’installazione di un sistema di controllo dei fumi negli atri quando l’affollamento complessivo delle aree e dei piani che costituiscono lo stesso compartimento antincendio supera le 500 persone, oppure quando è previsto l’utilizzo dell’atrio per l’esodo di oltre 500 persone.
Inoltre, la stessa sezione richiede sistemi di controllo dei fumi negli esercizi a destinazione commerciale o destinati ad attività aperte al pubblico con un affollamento superiore a 1.000 persone.
La progettazione del sistema deve prevedere la formazione di serbatoi di fumo, l’evacuazione naturale o meccanica dei fumi e l’apporto di aria necessario al funzionamento. Le barriere tessili per il controllo dei fumi possono essere impiegate per delimitare questi serbatoi e convogliare i gas verso i punti di estrazione previsti.
Fase 4. Integrare barriere tagliafuoco e barriere antifumo nella compartimentazione
Una volta definiti i confini dei compartimenti antincendio, è possibile individuare gli elementi tessili necessari per realizzare le separazioni. Le barriere tagliafuoco automatiche consentono di chiudere le aperture di comunicazione mediante sistemi che rimangono avvolti durante il normale funzionamento dell’edificio. La loro selezione deve rispondere alla classe di resistenza al fuoco richiesta per l’elemento separatore e alle condizioni di installazione documentate per ciascun modello.
Le barriere antifumo vengono invece integrate quando è necessario delimitare serbatoi di fumo o controllare il movimento dei gas caldi. La compartimentazione antincendio e il controllo dei fumi svolgono funzioni differenti; pertanto, ogni sistema deve essere selezionato in base alle prestazioni richieste dal progetto.
Fase 5. Integrare il sistema di rivelazione automatica e i dispositivi di controllo
Il funzionamento delle barriere deve essere coordinato con la centrale di rivelazione e allarme incendio. Il progetto deve stabilire la sequenza di attivazione, i segnali di comando, la posizione finale delle barriere e la loro interazione con i sistemi di evacuazione dei fumi.
Devono inoltre essere verificate le condizioni di funzionamento in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica, soprattutto quando il sistema incorpora meccanismi di discesa controllata o alimentazione di emergenza. La sequenza di funzionamento deve essere documentata e verificata durante la messa in servizio.
Soluzioni per compartimentare un atrio senza realizzare chiusure rigide
Le barriere tagliafuoco e le barriere per il controllo dei fumi consentono di integrare sistemi di protezione antincendio negli atri commerciali senza compromettere la continuità architettonica tra i piani.
Uno dei principali vantaggi è che, nelle versioni automatiche, rimangono avvolte durante il normale funzionamento del centro commerciale e si dispiegano quando ricevono un segnale di attivazione. In questo modo, non interferiscono con la circolazione delle persone né ostacolano la visibilità tra le gallerie commerciali.
Inoltre, possono essere integrate nei controsoffitti o negli elementi costruttivi, rimanendo nascoste fino alla loro attivazione. Questa caratteristica consente di mantenere ampi spazi aperti senza ricorrere a chiusure permanenti che condizionino la distribuzione architettonica.
La loro struttura tessile permette inoltre di realizzare sistemi più leggeri rispetto a determinate soluzioni rigide, un aspetto importante nella valutazione dei carichi trasmessi ai solai e alle strutture di supporto.
Un ulteriore vantaggio è che consentono di preservare la superficie utile durante il normale utilizzo dell’edificio, senza introdurre elementi fissi che interferiscano con le aree di passaggio, gli accessi agli esercizi commerciali o i collegamenti tra i piani.
Barriere tagliafuoco automatiche per separare i compartimenti antincendio
Le barriere tagliafuoco sono sistemi tessili mobili progettati per compartimentare gli spazi e limitare la propagazione dell’incendio tra i compartimenti. Sono costituite da tessuti tecnici resistenti al fuoco, meccanismi di azionamento ed elementi di guida che consentono di chiudere automaticamente le aperture previste dal progetto.
La loro classificazione dipende dalle prestazioni di resistenza al fuoco documentate:
- E (tenuta): impedisce il passaggio di fiamme e gas caldi per il periodo di classificazione previsto.
- EW (tenuta e irraggiamento): mantiene la tenuta e limita l’irraggiamento termico trasmesso verso il lato non esposto.
- EI (tenuta e isolamento termico): mantiene la tenuta e limita l’aumento di temperatura sulla superficie non esposta, senza richiedere necessariamente un sistema di irrigazione.
Negli atri commerciali, la scelta della barriera deve soddisfare la resistenza al fuoco richiesta per l’elemento separatore e le dimensioni dell’apertura da compartimentare.
La resistenza al fuoco viene valutata secondo la norma UNE-EN 1634-1 e classificata conformemente alla UNE-EN 13501-2. Quando è necessario estendere il campo di applicazione rispetto alle dimensioni o alle configurazioni sottoposte a prova, deve essere considerata la UNE-EN 15269-11, ove applicabile.
Barriere tessili per controllare la propagazione dei fumi
Le barriere per il controllo dei fumi sono elementi tessili progettati per delimitare serbatoi di fumo o convogliare i gas caldi verso i sistemi di evacuazione.
Nell’atrio di un centro commerciale, consentono di contenere lo strato di fumo nelle zone superiori e di limitarne la propagazione verso le gallerie e le vie di esodo. L’altezza di dispiegamento deve essere definita considerando la geometria dell’atrio, la profondità del serbatoio di fumo e le condizioni termiche previste.
Possono essere fisse o automatiche e devono dimostrare stabilità termica, resistenza meccanica e permeabilità controllata al fumo secondo la norma UNE-EN 12101-1.
La loro classificazione è espressa mediante i codici D e DH, associati a differenti condizioni di esposizione termica:
- D: barriere sottoposte a prova a 600 °C, con classificazioni temporali quali D30, D60, D90 o D120.
- DH: barriere sottoposte a prova secondo una curva di temperatura che raggiunge circa 1.000 °C, con classificazioni temporali quali DH30, DH60 o DH120.
Queste barriere fanno parte della strategia di controllo dei fumi, ma non sostituiscono le barriere tagliafuoco quando è necessario realizzare una separazione resistente al fuoco tra compartimenti antincendio.
Normativa per compartimentare l’atrio di un centro commerciale senza pareti
La compartimentazione di un atrio commerciale deve rispettare i requisiti del Codice Tecnico dell’Edilizia spagnolo (CTE) e considerare le norme applicabili ai sistemi di protezione antincendio installati.
CTE DB-SI: compartimentazione, resistenza al fuoco ed esodo
Il Documento Base sulla Sicurezza in Caso di Incendio (DB-SI) stabilisce i requisiti che gli edifici devono soddisfare per limitare la propagazione del fuoco e garantire l’esodo degli occupanti.
Negli atri commerciali, le sezioni più rilevanti sono la SI 1, che disciplina la compartimentazione antincendio e la resistenza al fuoco degli elementi separatori, e la SI 3, che stabilisce le condizioni di esodo e i casi in cui è obbligatorio un sistema di controllo dei fumi.
RIPCI e norme applicabili ai sistemi di controllo dei fumi
Il Regolamento spagnolo sugli Impianti di Protezione Antincendio (RIPCI) stabilisce i requisiti applicabili alle apparecchiature e ai sistemi di protezione antincendio che rientrano nel suo campo di applicazione, nonché alla loro installazione e manutenzione.
Per i sistemi di controllo dei fumi, il CTE DB-SI 3 richiama norme di riferimento quali la UNE 23584:2008 e la UNE 23585:2017. La UNE-EN 12101-1 stabilisce invece i requisiti applicabili alle barriere per il controllo dei fumi.
Prove e classificazioni di resistenza al fuoco delle barriere tagliafuoco
La norma UNE-EN 1634-1 stabilisce la procedura di prova della resistenza al fuoco, mentre la UNE-EN 13501-2 disciplina la classificazione degli elementi costruttivi in base alle loro prestazioni di resistenza al fuoco.
Quando è necessario estendere il campo di applicazione dei risultati delle prove ad altre dimensioni o configurazioni, può essere applicata la UNE-EN 15269-11, ove pertinente.
Inoltre, la sezione V.5 dell’introduzione al CTE DB-SI contempla la certificazione dell’idoneità tecnica dei sistemi di compartimentazione complessi e non convenzionali, come le barriere tagliafuoco.
Checklist per verificare la compartimentazione antincendio di un atrio commerciale
La compartimentazione dell’atrio deve tenere conto dei seguenti requisiti tecnici:
| Aspetto | Cosa verificare |
|---|---|
| Dimensioni dell’atrio | Superficie lorda, larghezza e geometria |
| Altezza libera | Altezza totale e numero di piani comunicanti |
| Esodo | Affollamento, vie di esodo, uscite e accessibilità |
| Controllo dei fumi | Serbatoi di fumo, estrazione e apporto di aria |
| Compartimentazione antincendio | Confini dei compartimenti e resistenza al fuoco richiesta |
| Sistemi tessili | Classificazione, dimensioni e condizioni di installazione |
| Integrazione con i sistemi antincendio | Rivelazione, sequenze di attivazione e alimentazione elettrica |
| Conformità normativa | Giustificazione tecnica e documentazione del sistema |
Queste informazioni determinano la posizione dei cassonetti, delle guide e dei meccanismi di azionamento delle barriere, nonché la loro integrazione con gli elementi costruttivi dell’atrio.
Domande frequenti sulla compartimentazione di un atrio commerciale senza pareti
È obbligatorio costruire pareti per compartimentare l’atrio di un centro commerciale?
No. La compartimentazione può essere realizzata mediante barriere tagliafuoco automatiche, purché il sistema dimostri la resistenza al fuoco richiesta per l’elemento separatore e ne venga giustificata l’idoneità tecnica.
Le barriere tagliafuoco possono sostituire le tradizionali chiusure resistenti al fuoco?
Sì, quando le loro prestazioni documentate consentono di soddisfare i requisiti di compartimentazione previsti dal progetto.
È possibile installare barriere tessili in un atrio di grandi dimensioni?
Sì, purché le dimensioni e la configurazione della chiusura siano previste nella documentazione tecnica del sistema. Devono essere verificate la geometria dell’apertura, i punti di fissaggio e le possibili interferenze con altri impianti.
Un esempio di applicazione di sistemi tessili in atri di grandi dimensioni è il progetto Domes Lake Resort Park, nell’Algarve (Portogallo). Tecnitex ha installato quasi 100 metri lineari di barriera per il controllo dei fumi MSB-BLIND DH60, adattata mediante metodologia BIM a un atrio circolare coperto da una cupola di 14 metri.